chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivio per il tag “universo”

Judo

Cerco di ricordarlo.

Era il 2002 credo, a l’Aquila.

Il secondo anno di Fisica, quello dell’appartamento con la muffa che mi mandò all’ospedale.

Prima di ammalarmi quell’ inverno, feci in tempo ad iniziare ad accorgermi per la prima volta nella mia vita, di avere un corpo.

Non era solo sgraziato, incapace di coordinarsi, inutile, come ero stata educata a pensare : era là e reclamava tutte le attenzioni che in ventuno anni non gli avevo dedicato. Mi diceva che di lì a poco sarebbe scoppiato ( e infatti…), se non avessi dato ascolto ai suoi segnali.

E così, trasportata da non si sa bene quale forza, mi iscrissi al corso di Judo della palestra universitaria a parecchi chilometri dal mio appartamento in centro. Ci sarei andata a piedi da sola, di notte, attraversando anche strade non proprio sicure, ma non mi importava.

Su quel tatami, ho incontrato il Maestro che mi ha fatto conoscere ed amare il Judo e che oggi non c’è più : il Maestro Augusto.

Nella bontà e nella sincerità dei suoi occhi, ho capito che aveva trovato la strada e poteva insegnarmela.

Gli avevo detto che studiavo Fisica e lui mi aveva prestato un libro che custodisco ancora e non potrò mai restituirgli :”La biomeccanica del Judo”.

Il Judo, non è solo un’arte marziale, è un cammino di ricerca che mira al potenziamento reciproco di mente e corpo, attraverso una condotta di vita che deve canalizzare le energie di ognuno nel modo migliore possibile.

Settembre 2015 : Saul è tornato dalla sua seconda lezione di Judo.

Il suo Maestro si chiama Giuseppe. Saul è il più piccolo della compagnia.

Non riesce ad essere disciplinato e per questo viene spesso messo fuori dal tatami per qualche minuto, ma quando è ora di tornare a casa, non ne vuole sapere.

Io lo guardo appoggiata al muro della palestra.

Lo guardo imparare la lealtà, la sincerità, l’amicizia, lo guardo iniziare a conoscere se stesso con i propri limiti e punti di forza.

Ringrazio nel mio cuore, quella grande anima capitata sulla mia strada tredici anni fa e prego perché mio figlio trovi il coraggio di continuare.

Annunci

DI INFERMIERE,DI FUGHE,DI RICHIESTE ALL’UNIVERSO

Prima di partire per la Tunisia, andiamo a vaccinarci.

Devo fare tetano ed epatite A.

Entra prima Tullio, io tengo il bambino.

Ci mette un po’ più di quanto prevedessi ed esce con una strana espressione negli occhi.

Entro io : infermiera , sessant’anni, casco di ricci biondi, voce roca ,volto segnato.

La diresti un ex-puttana, invece mi apre un torrente di parole addosso : “Faccio volontariato in una comunità di recupero per tossicodipendenti, ho fatto la rivoluzione io,nella Roma degli anni 70, ma solo la parte intellettuale.I ragazzi della comunità mi chiedono – con questa faccia qui – se ho scopato e mi sono fatta alla grande, all’epoca. Ma io rispondo, che purtroppo, no” .

Sorride ironica, la mia infermiera.

Capisco che il discorso non finisce qua e mi ha riconosciuta al fiuto. Come io del resto.

Le anime affini non hanno bisogno di presentazioni.

“Mi ha detto il tuo compagno che state partendo per la Tunisia, perchè ha trovato lavoro là.Gli ho detto che la scelta più dura è stata la tua che hai mollato tutto per seguirlo. Anche io ho mollato la rivoluzione, se così può dirsi quella fatta da una figlia di piccoli borghesi, per seguire un uomo in giro per il mondo. Ed ora mi ritrovo qui, in un posto che non mi piace, a fare un lavoro che non mi piace”.

Capisco l’espressione contrariata di Tullio poco prima.

Apro a mia volta il mio torrente : “Signora, abbiamo molte cose in comune. Ma le assiscuro che non mi lascio nulla alle spalle. Non ho una famiglia. Solo dolore e spacchi insanabili”.

Lei mi risponde : “Anche in capo al mondo, tutto quello che non hai sanato, ti inseguirà”.

Mi infila l’ago dell’antitetanica ,dolcemente , con amore e compassione.

Ci congediamo.

“Vai ragazza mia e in bocca al lupo. Sei figa.”

Nessuno me lo aveva mai detto.

Tullio appena mi vede uscire dall’ambulatorio esordisce : “Ti ha riempito la testa di stronzate eh?”.

Sorrido.

In questa notte africana, mentre scrivo per respirare e ascolto Coltrane, faccio l’ennesima richiesta all’Universo.

Si dice che chiedendo con forza qualcosa all’Universo, tutte le forze che lo compongono, persone ,energie ,eventi , inizino a mettersi in moto perché ciò avvenga.

Voglio un Saggio sulla mia strada. Una persona che abbia vissuto la vita pienamente e senza paura , che mi rinfranchi il cammino. La Madre che ancora cerco.

Questa terra d’Africa accarezza le mie ferite senza guarirle ma risveglia ogni giorno forze che non credevo di avere .E’ tutto qua dentro quello che serve  : Saggio e Madre compresi.

Forse.

Dedicated to Patrizia : “You don’t need to fly away. Just sit and search inside yourself what you need”.Ti voglio bene.

100_6761

Navigazione articolo