chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

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Cattiveria

É il modo di comportarsi del cane “captivus”, cioè prigioniero, legato ad una corda, affamato, che guarda il cane libero che corre davanti a lui.
Io quel cane lo capisco, ma non riesco a provare pietà per gli esseri umani come lui, prigionieri del proprio ego gonfio e tronfio, ignoranti, invidiosi, pettegoli, bassi.
Ho lasciato i miei fianchi scoperti, nel mio ritorno in Abruzzo. Pensavo di tornare a casa, tra gli affetti, e invece la pecora e stata condotta al macello e pungolata durante tragitto.
Ai loro occhi, i soldi di un buono stipendio, una che si “ostina” a non trovare lavoro, una famiglia felice: che fastidio.
E allora gli è sfuggito un poco di veleno, dai cuori affamati di disgrazie altrui.
L’ignoranza, così come viene intesa normalmente, non c’entra.
Ho incontrato persone empatiche e belle che non avevano mai aperto un libro, e laureati molto simili al cane di sopra,  che il sapere non é riuscito ad affrancare dalla totale assenza di umanità.
Dopo giornate trascorse a piangere per quello che ho visto e udito, sono tornata nella mia tana di tufo, nella città delle forre, dove qualche rigurgito ancora mi ritrascina sul fondo, ma dove so che devo continuare a combattere ogni giorno, per la MIA famiglia.

Elefante che piange

Del resto qualcuno ha detto…

“Non é forte chi trova la forza di andare avanti,ma chi é capace di andare avanti senza più forze”

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RIVOLUZIONI

Sono stata una ragazzina appassionata, educatrice di Azione Cattolica, impegnata a far passare a ragazzini poco più piccoli di me, valori che ritenevo importanti.

Sono stata la liceale delle occupazioni, rappresentante di classe in testa al corteo per riconquistare un’ aula magna che ci veniva negata.

Sono stata un’universitaria impegnata, a Roma, a manifestare per la pace durante la guerra in Iraq, nelle aule,alle riunioni del gruppo anarchico, a discutere di un ordine da sovvertire.

Oggi il pensiero di un Dio Padre mi fa sorridere, l’aborto lo ritengo una pratica dolorosissima ma a volte necessaria, in ogni caso una questione di coscienza del tutto personale, il preservativo, un dispositivo indispensabile e sono sposata in comune con un uomo divorziato e già padre di due figlie.

Al liceo avrei dovuto pensare piuttosto a vivermi un’ adolescenza spensierata che mi è sfuggita tra le mani e che ho poi preteso di rivivere in un’ età che non era quella giusta. Avrei dovuto vivere passioni leggere, baciare chi volevo.

All’università, la dillusione è arrivata invece immediatamente, quando ho scoperto che “giocare all’anarchico” era l’hobby preferito di figli di avvocati e notai.

Guardo alla me del passato, alla rivoluzionaria che in fondo, non ho mai smesso di essere.

Ho commesso molti errori, ma una convinzione è rimasta immutata : il mio amore per l’umanità, per la gente.

Mi è sempre apparso chiaro, il potenziale che ci portiamo dentro. Mi piace ascoltare le storie di vita, perché credo che la chiave stia là, che tutti stiamo facendo la nostra parte, senza idealismi , con la nostra umanità imperfetta.

 

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