chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivio per il tag “io e me”

Ora d’aria

Giusto una boccata,di pochi minuti,rubata al lavoro.Riemergo un attimo per respirare,che per me significa scrivere.Il respiro quello vero,ce l’ho avuto sempre un po’malandato,ogni tanto la gola ancora mi si chiude e ho fame d’aria.
Da dicembre sono tornata a lavorare, la vita mi é cambiata e forse un poco anche quella di chi mi sta intorno.
Sono tornata nel mondo dei “vivi” da trentenne passata stavolta, con nuove consapevolezze e pronta a farmi carico di qualche responsabilità.
Di nuovo porte,finestre,arredamenti,cantieri e trallallá, e di nuovo a maledire mio padre,che se non fosse stato per la sua azione demolitrice,a quest’ora sarei stata un architetto.
Il lavoro,come prevedevo,mi ha aiutata a guardare la nostra situazione familiare da altri punti di vista e a capire meglio i disagi di mio figlio:il cordone ombelicale é prossimo a rottura e stiamo iniziando ad affrontare seriamente i suoi problemi di deficit di attenzione in sinergia con una psicologa e la scuola.Mi spiazza:per la sua intelligenza così più versatile della mia,per la capacità di arrivare dritto al cuore di ogni persona e portarla dalla sua parte,per gli sforzi che sta facendo,per quanto sta crescendo.
Ho tagliato i capelli,corti.
E mi sembra di essere più me.
Tolto qualche punto fermo,il resto é caos e ricerca,come sempre.
Sono ancora il cratere incandescente di un vulcano,sdoppiata tra la vita”reale” e quella del “sogno”,tra i paletti di un percorso obbligato e le fughe notturne dell’anima per vie che solo lei conosce.

Annunci

DI INFERMIERE,DI FUGHE,DI RICHIESTE ALL’UNIVERSO

Prima di partire per la Tunisia, andiamo a vaccinarci.

Devo fare tetano ed epatite A.

Entra prima Tullio, io tengo il bambino.

Ci mette un po’ più di quanto prevedessi ed esce con una strana espressione negli occhi.

Entro io : infermiera , sessant’anni, casco di ricci biondi, voce roca ,volto segnato.

La diresti un ex-puttana, invece mi apre un torrente di parole addosso : “Faccio volontariato in una comunità di recupero per tossicodipendenti, ho fatto la rivoluzione io,nella Roma degli anni 70, ma solo la parte intellettuale.I ragazzi della comunità mi chiedono – con questa faccia qui – se ho scopato e mi sono fatta alla grande, all’epoca. Ma io rispondo, che purtroppo, no” .

Sorride ironica, la mia infermiera.

Capisco che il discorso non finisce qua e mi ha riconosciuta al fiuto. Come io del resto.

Le anime affini non hanno bisogno di presentazioni.

“Mi ha detto il tuo compagno che state partendo per la Tunisia, perchè ha trovato lavoro là.Gli ho detto che la scelta più dura è stata la tua che hai mollato tutto per seguirlo. Anche io ho mollato la rivoluzione, se così può dirsi quella fatta da una figlia di piccoli borghesi, per seguire un uomo in giro per il mondo. Ed ora mi ritrovo qui, in un posto che non mi piace, a fare un lavoro che non mi piace”.

Capisco l’espressione contrariata di Tullio poco prima.

Apro a mia volta il mio torrente : “Signora, abbiamo molte cose in comune. Ma le assiscuro che non mi lascio nulla alle spalle. Non ho una famiglia. Solo dolore e spacchi insanabili”.

Lei mi risponde : “Anche in capo al mondo, tutto quello che non hai sanato, ti inseguirà”.

Mi infila l’ago dell’antitetanica ,dolcemente , con amore e compassione.

Ci congediamo.

“Vai ragazza mia e in bocca al lupo. Sei figa.”

Nessuno me lo aveva mai detto.

Tullio appena mi vede uscire dall’ambulatorio esordisce : “Ti ha riempito la testa di stronzate eh?”.

Sorrido.

In questa notte africana, mentre scrivo per respirare e ascolto Coltrane, faccio l’ennesima richiesta all’Universo.

Si dice che chiedendo con forza qualcosa all’Universo, tutte le forze che lo compongono, persone ,energie ,eventi , inizino a mettersi in moto perché ciò avvenga.

Voglio un Saggio sulla mia strada. Una persona che abbia vissuto la vita pienamente e senza paura , che mi rinfranchi il cammino. La Madre che ancora cerco.

Questa terra d’Africa accarezza le mie ferite senza guarirle ma risveglia ogni giorno forze che non credevo di avere .E’ tutto qua dentro quello che serve  : Saggio e Madre compresi.

Forse.

Dedicated to Patrizia : “You don’t need to fly away. Just sit and search inside yourself what you need”.Ti voglio bene.

100_6761

BASTARE A SE STESSE

Bastare a se stesse.

Suscita le stesse reazioni di una bestemmia, quando dico a qualche donna che questo avrebbero dovuto insegnarci o quantomeno dovremmo imparare.

Siamo donne vittime e carnefici di uomini vessatori e vessati allo stesso tempo.

Non mi voglio così.

Non mi voglio fragile ed esposta al giudizio di un uomo, pronta a trafiggerlo, però, non appena mi presterà il fianco,con armi che solo io possiedo.

Voglio amarmi, per poter provare ad amare senza perdermi dentro una parola cava, rosa di luce soffusa ma vuota.

E’ difficile.

Sono una bestia riottosa, ancora spigolosa,affetta da miriadi di sensi di colpa.

Devo ancora catturarmi e guardarmi negli occhi di dentro.

Ho paura.

 

Navigazione articolo