chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

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Ora d’aria

Giusto una boccata,di pochi minuti,rubata al lavoro.Riemergo un attimo per respirare,che per me significa scrivere.Il respiro quello vero,ce l’ho avuto sempre un po’malandato,ogni tanto la gola ancora mi si chiude e ho fame d’aria.
Da dicembre sono tornata a lavorare, la vita mi é cambiata e forse un poco anche quella di chi mi sta intorno.
Sono tornata nel mondo dei “vivi” da trentenne passata stavolta, con nuove consapevolezze e pronta a farmi carico di qualche responsabilità.
Di nuovo porte,finestre,arredamenti,cantieri e trallallá, e di nuovo a maledire mio padre,che se non fosse stato per la sua azione demolitrice,a quest’ora sarei stata un architetto.
Il lavoro,come prevedevo,mi ha aiutata a guardare la nostra situazione familiare da altri punti di vista e a capire meglio i disagi di mio figlio:il cordone ombelicale é prossimo a rottura e stiamo iniziando ad affrontare seriamente i suoi problemi di deficit di attenzione in sinergia con una psicologa e la scuola.Mi spiazza:per la sua intelligenza così più versatile della mia,per la capacità di arrivare dritto al cuore di ogni persona e portarla dalla sua parte,per gli sforzi che sta facendo,per quanto sta crescendo.
Ho tagliato i capelli,corti.
E mi sembra di essere più me.
Tolto qualche punto fermo,il resto é caos e ricerca,come sempre.
Sono ancora il cratere incandescente di un vulcano,sdoppiata tra la vita”reale” e quella del “sogno”,tra i paletti di un percorso obbligato e le fughe notturne dell’anima per vie che solo lei conosce.

C’ERA UNA VOLTA UN DIO E IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

C’era una volta un Dio, che per potersi rimirare creò un Mondo.

<Quant’è bello,quant’è ben fatto!Per forza, è figlio mio!>.

Poi volle farlo crescere e sviluppare, secondo alcune sue idee.

<Cresce che è una meraviglia!E l’ho fatto crescere io!>.

Dopo poco, il Mondo  cominciò a manifestare una propria volontà.

E il Dio, che iniziava a sentirsi un po’ ferito nell’orgoglio, inventò a se stesso il Libero Arbitrio.

<Appero, quanto sono democratico!Scegli : fa come dico io e vivi, fa come vuoi tu e ti perdi, anzi MI perdi>.

Una mattina il Mondo di svegliò e si guardò allo specchio.

Aveva occhiaie profonde e cicatrici dappertutto, dolore al fegato e un pallore mortale.

Una Voce gli ronzava dentro, che stava seguendo la sua volontà un po’ troppo ultimamente ,e per quello era ridotto così.

Il Mondo sentiva qualcosa esplodergli dentro, ma la Voce lo distraeva.

 

Ancora per poco.

Al Mondo, salì un’ improvvisa voglia di vivere, dirompente come una risata trattenuta troppo a lungo.

La Voce diventava meccanica, sempre più lenta, flebile…spariva.

Dio non era mai esistito.

La Primavera era esplosa.

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