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quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

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A tappeto

E alla fine ci sono tornata su quel tatami : per accompagnare Saul nel suo percorso di adattamento al judo.

Bella scusa.

Ci sono tornata perché il combattimento mi accompagna dentro da una vita, popola i miei sogni la notte e non poteva non trovare un suo corrispettivo anche fuori.

E poi la mente, perennemente a caccia di coincidenze e connessioni, mi fa anche fantasticare che qualcuno da qualche altra dimensione, sia intervenuto perché ciò accadesse. Maestro Augusto, mi viene da sorridere, ma confesso che ci ho pensato.

E ho anche pensato che qualcuno ancora più in alto, qualcuno a cui non credo da tempo, abbia voluto usare il suo vecchio metodo di Chiara al tappeto, sbattuta faccia a terra, e vediamo come ti rialzi e stavolta cosa hai imparato.

Eh sì caro vecchio barbuto assiso nei cieli, ho fantasticato anche di te.

Anche la mattina che hai messo di nuovo qualcuno su questa strada ad insinuarmi il dubbio.

Mentre preparavo il locale per il compleanno della mia spina nel fianco altrimenti detta Saul, è piombata Paola, l’animatrice della festa.

Annusata e riconosciuta da tempo. Pure lei una che ama cadere faccia a terra sui tappeti per rialzarsi più forte di prima.

Dopo esserci scambiate qualche pezzo non facile delle nostre vite, mi ha detto : “Chi credi che mi abbia voluto far parlare con te oggi? Torna a lavorare per lui, ma in maniera diversa, dal basso, sporcandoti veramente le mani e mischiandoti alla gente.Qual è il tuo talento? Usalo!”.

Sbadabam! Faccia a terra.Quale Chiara si rialzerà adesso?

C’ERA UNA VOLTA UN DIO E IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

C’era una volta un Dio, che per potersi rimirare creò un Mondo.

<Quant’è bello,quant’è ben fatto!Per forza, è figlio mio!>.

Poi volle farlo crescere e sviluppare, secondo alcune sue idee.

<Cresce che è una meraviglia!E l’ho fatto crescere io!>.

Dopo poco, il Mondo  cominciò a manifestare una propria volontà.

E il Dio, che iniziava a sentirsi un po’ ferito nell’orgoglio, inventò a se stesso il Libero Arbitrio.

<Appero, quanto sono democratico!Scegli : fa come dico io e vivi, fa come vuoi tu e ti perdi, anzi MI perdi>.

Una mattina il Mondo di svegliò e si guardò allo specchio.

Aveva occhiaie profonde e cicatrici dappertutto, dolore al fegato e un pallore mortale.

Una Voce gli ronzava dentro, che stava seguendo la sua volontà un po’ troppo ultimamente ,e per quello era ridotto così.

Il Mondo sentiva qualcosa esplodergli dentro, ma la Voce lo distraeva.

 

Ancora per poco.

Al Mondo, salì un’ improvvisa voglia di vivere, dirompente come una risata trattenuta troppo a lungo.

La Voce diventava meccanica, sempre più lenta, flebile…spariva.

Dio non era mai esistito.

La Primavera era esplosa.

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