chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivi per il mese di “maggio, 2016”

Flaminia

Le due.La terrazza davanti casa é un bagno di sole.Le foglie della vegetazione qui intorno dondolano languide.
Mi siedo un attimo qua fuori e ti guardo.
Sei con noi da pochi mesi e già ti ho persa e ritrovata una volta.La mattina quando preparo il caffè,ti strusci contro le mie caviglie.Sei il collegamento alla parte più vera e forte di me : quella dell’animale.
Sei la mia gatta dagli occhi di giada.Sei incinta,ti scaldi al sole.
Ti guardo,chiudo gli occhi e inspiro.
Ad ogni immersione,mi calo dentro l’anima in lacrime ed in lacrime riemergo.
Qualcosa non va.Vieni gatta mia,dimmi con gli occhi che tutto va bene,che sono anch’io parte di tutto questo e che la Natura penserá anche per me.

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Ora d’aria

Giusto una boccata,di pochi minuti,rubata al lavoro.Riemergo un attimo per respirare,che per me significa scrivere.Il respiro quello vero,ce l’ho avuto sempre un po’malandato,ogni tanto la gola ancora mi si chiude e ho fame d’aria.
Da dicembre sono tornata a lavorare, la vita mi é cambiata e forse un poco anche quella di chi mi sta intorno.
Sono tornata nel mondo dei “vivi” da trentenne passata stavolta, con nuove consapevolezze e pronta a farmi carico di qualche responsabilità.
Di nuovo porte,finestre,arredamenti,cantieri e trallallá, e di nuovo a maledire mio padre,che se non fosse stato per la sua azione demolitrice,a quest’ora sarei stata un architetto.
Il lavoro,come prevedevo,mi ha aiutata a guardare la nostra situazione familiare da altri punti di vista e a capire meglio i disagi di mio figlio:il cordone ombelicale é prossimo a rottura e stiamo iniziando ad affrontare seriamente i suoi problemi di deficit di attenzione in sinergia con una psicologa e la scuola.Mi spiazza:per la sua intelligenza così più versatile della mia,per la capacità di arrivare dritto al cuore di ogni persona e portarla dalla sua parte,per gli sforzi che sta facendo,per quanto sta crescendo.
Ho tagliato i capelli,corti.
E mi sembra di essere più me.
Tolto qualche punto fermo,il resto é caos e ricerca,come sempre.
Sono ancora il cratere incandescente di un vulcano,sdoppiata tra la vita”reale” e quella del “sogno”,tra i paletti di un percorso obbligato e le fughe notturne dell’anima per vie che solo lei conosce.

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