chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

LE CURE

Siamo tornati.
Nella città aggrappata al tufo.
Nella città delle rocce a strapiombo sul fiume, che scivola e spacca in mezzo, il verde della forra.
É la mia dolcissima galera, che risuona delle risate di Saul.
E come un carcerato,mi aggrappo a quello che mi aiuterà a vivere fino all’Alba : le mie cure.
Una piantina di mentuccia sul balcone e le sue foglie, a profumare il mio thé e a ricordarmi l’Africa,la tranquillità d’animo di quando mi trovavo lì,tra le sue braccia.
Ascoltare i rumori dei motori e delle gomme che stridono sull’asfalto, guardare su youtube le acrobazie dei drifters legali e illegali.Le auto mi piacciono,la guida mi rilassa.
Perdermi dentro la texture di un tessuto o di una superficie,accarezzarla,spegnere la testa e fluttuare in pace dentro una geometria.
Scrivere queste due righe,con la speranza che qualcuno venga a trovarmi qui,in questo posto virtuale,forse piú vero del reale,che si accomodi al tavolo con la rosa bianca nel mezzo, e guardi con me oltre la finestra,spalancata su un’ eterna sera.

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4 pensieri su “LE CURE

  1. ciao. ti incontro per caso qui. e mi piacciono molto le tue parole. le tue immagini disegnate dalle lettere. le vite viste dai tuoi occhi dalle tue emozioni. grazie.

  2. Sono arrivata, senza rosa, ma ci sono e per un teà virtuale più tardi

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