chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivi per il mese di “agosto, 2014”

LE CURE

Siamo tornati.
Nella città aggrappata al tufo.
Nella città delle rocce a strapiombo sul fiume, che scivola e spacca in mezzo, il verde della forra.
É la mia dolcissima galera, che risuona delle risate di Saul.
E come un carcerato,mi aggrappo a quello che mi aiuterà a vivere fino all’Alba : le mie cure.
Una piantina di mentuccia sul balcone e le sue foglie, a profumare il mio thé e a ricordarmi l’Africa,la tranquillità d’animo di quando mi trovavo lì,tra le sue braccia.
Ascoltare i rumori dei motori e delle gomme che stridono sull’asfalto, guardare su youtube le acrobazie dei drifters legali e illegali.Le auto mi piacciono,la guida mi rilassa.
Perdermi dentro la texture di un tessuto o di una superficie,accarezzarla,spegnere la testa e fluttuare in pace dentro una geometria.
Scrivere queste due righe,con la speranza che qualcuno venga a trovarmi qui,in questo posto virtuale,forse piú vero del reale,che si accomodi al tavolo con la rosa bianca nel mezzo, e guardi con me oltre la finestra,spalancata su un’ eterna sera.

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UN GIORNO MI SVEGLIERÒ

Un giorno mi sveglierò.
Saprò nello stesso istante del risveglio,di non dovermi piú accompagnare alle anime basse.Cercherò quelle a me affini.
Saprò cosa é buono per ME, e voterò ogni mio sforzo alla sua ricerca.
Smetterò di spandere delicatezze e premure nel vuoto.
Riconoscerò le anime doppie per scansarle.
Oggi piango su me stessa le lacrime piú brucianti e amare,perché non riesco ancora a svegliarmi,intrappolata in un incubo senza fine.
Ho lottato contro demoni fortissimi e li ho vinti,DA SOLA.
Ne resta uno enorme.Ha trentadue anni e mezzo.Anni di privazioni che lo hanno quasi convinto di non valere nulla.Quando lo avrò abbattuto,i miei occhi si riapriranno.

MI MANCATE

In Abruzzo,alle radici,nei giorni sospesi di queste ferie assegnate,mi ritrovo a pensarvi esistenze che mi mancate e che mi fate ingoiare lacrime di nascosto.
Ci sei tu,papà.L’immagine di te curvo a pescare cannolicchi,e le fantasie taglienti,di come avresti giocato col nipote che non ti ha mai conosciuto e porta il tuo nome.
Ci sei tu,amica che ti sei portata la mia infanzia nella tomba,che l’11 agosto ne avresti compiuti 33.
Ci sono quelli che non hanno piú un volto,che fossero almeno felici.
C’é una bambina con i capelli castani e lo sguardo vispo che mi abita dentro senza poter nascere ,che figli non si può.
Tutti voi mi mancate e mi rendete questi luoghi amari e ostili.

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