chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

PER TE

Prima di partire per la nostra settimana d’aria in Italia,ho pianto contro la tua piccola schiena,alle otto del mattino,in una camera d’albergo tunisina.

Pensavo al bambino che per due mesi ha riempito con le sue risate e la sue urla i corridoi di un hotel che chiamava casa,facendo innamorare inservienti e camerieri che non parlavano la sua lingua ma capitolavano di fronte ai suoi riccioli biondi e al suo sorriso.

Pensavo al bambino che una casa ancora non ce l’ha,che vede le sue sorelle arrivare e partire e le chiama su Skype,che sale su aerei, treni, ed autobus e per addormentarsi la sera vuole posare ancora una manina sul mio seno.

Pensavo a te,tuo padre e me,le speranze, le risate, i momenti cupi,vissuti tra quelle mura.

Piccolo amore, ti dedico il ricordo di questi giorni.

E’ per quando sarai grande.

Non dimenticare quella donna che ti ha pianto sulla schiena, in silenzio, per non svegliarti,e che ce l’ha messa tutta.

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