chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

RABBIA

Adesso ha un nome, il cattivo pensiero che mi perseguita e che non mi fa vivere, che rende la conquista di ogni pezzetto di felicità un’impresa ardua.

Si chiama rabbia. E ieri sera l’ho chiamata per nome la prima volta.

Che sia l’inizio di una guarigione?

Ieri sera parlavamo io e Tullio del nostro breve rientro di una settimana in Italia.

Lui pregustava la gioia del ritorno, evocando immagini di paesaggi conosciuti.

Io sentivo crescere una irrefrenabile voglia di piangere.

Pensavo alla casa che ci aspettava, e la vedevo piena di ricordi dolorosi e sentivo montare un rancore mai sentito cosi forte.

Singhiozzi e lacrime sono esplosi, senza che stavolta riuscissi minimamente a controllarli.

Pensavo ad una casa che è stata troppo tempo un dormitorio , per me che lavoravo e rientravo distrutta alle sei di sera, che a quattro mesi ho dovuto lasciare Saul al nido,e ancora mi bruciano le sue lacrime lasciate ogni mattina sulle mie guance prima di lasciarlo tra le urla e andare via .

Pensavo a figliastre bambine che in quella casa hanno fatto a pezzi, con licenza di farlo, il mio cuore.

Pensavo a parenti strettissimi che del mio bambino hanno fatto questione di principio e non l’hanno mai amato.

Pensavo a me, figlia fino ad un certo punto, accettata solo quando ero lo specchio fedele delle loro aspettative e poi demolita in un gioco perverso di sensi di colpa e del dovere.

 

Rabbia. Che monta inarrestabile nei sogni in cui sogno di farli tutti a pezzi.

Rabbia che mi sta rovinando la vita.

L’ho chiamata per nome, l’ho intrappolata in un vicolo cieco, voglio che non abbia più potere su di me.

Come?

Smetterò di pensare al marcio. Ricaccerò ogni pensiero di un passato che gronda sangue con uno di un presente felice.

Smetterò, quando se ne presenterà l’occasione, di incassare, ed esploderò nell’immediato contro chi attenta alla mia felicità.

Posso farcela. Si comincia!

Lo dedico a me stessa, al mio compagno, a mio figlio.

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “RABBIA

  1. Oddio Chiara, quanto dolore! Anche se non ti conosco bene, ogni tua parola gronda dolore, oltre che la ovviamente da te evocata, rabbia! A volte penso che riuscire a tirarla fuori dalle nostre viscere, sia il solo sistema per cacciarla via. Ma la mia, per il momento, resta sempre lì. Può darsi che io non sia ancora pronta a guarire, ma soprattutto penso che per me, non sia ancora giunto il momento di spegnerla, perchè solo la rabbia (quella dentro di me in fondo, in fondo) mi potrà dare la forza per risollevarmi.
    Ti abbraccio forte.

    • Ti abbraccio anch’io…nelle tue parole sento che ci sono già tutta la forza e l’amore per la vita di cui hai bisogno per venirne fuori. Ma (lo dico a te e pure a me) non trascurare te stessa amica mia!

  2. nessuna parola potrà lenire la tua rabbia, ma che tu abbia deciso di lasciarla fuori e guardare con altri occhi e di pensare alle perosne care, è già un buon inizio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: