chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

NOTTI INSONNI DI UN’ EXPAT

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E’ l’una di notte. In questa camera d’albergo tunisina, che è la nostra casa da più di un mese,non riesco a prendere sonno.

Guardo il viso di mio figlio che dorme,nel riflesso della luce blu del pc. Ascolto il russare ritmico del mio compagno e le sue apnee (troppe sigarette). Anche nella stanza a fianco, hanno smesso di litigare ad alta voce in arabo, intercalando con l’immancabile “inchallah” (se allah vuole).Solo il rumore di fondo di una tv rimasta accesa da qualche parte.

Penso all’Italia : le lotte per il potere,l’abbrutimento culturale,il tracollo,così nitidi visti da lontano.Ed io che me ne sono andata.

Penso ai deliri culinari di Saul prima di addormentarsi ieri : “Pane e prosciutto mamma!Pasta!”. Anche oggi ha visto troppi cartoni. I bambini là fuori non capivano quello che diceva. Lui si faceva in quattro per farsi notare e loro lo scansavano. Ha pianto. Mi si  è spaccato il cuore. Dalle divagazioni esterofile alla realtà in un nanosecondo.

Mi arriva ogni tanto l’odore acre dell’hennè sulle mie mani. Me le sono fatte disegnare ieri,accompagnata da nuove amiche tunisine, da una donna, seduta a terra su un materasso. Hennè impastato con solvente e modellato con la saliva. Si puliva la bocca con uno straccetto, i suoi bambini che si affacciavano di tanto in tanto sulla porta. Le ho chiesto di fermarsi ad una sola mano.

Penso al giorno della partenza. Al vuoto che sentirò, nello spazio occupato da questa terra e dalla sua gente. Al dolore di uno strappo. Al ritorno in un’Italia che mi sembrerà straniera. Forse per sempre.

Vorrei dormire. Ma non ci riesco.

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4 pensieri su “NOTTI INSONNI DI UN’ EXPAT

  1. patrizia in ha detto:

    chia quando tornerai troverai un casino è vero. ma sarà aria di casa, di una lingua nota,forse di stereotipi troppo esagerati. siamo cosi qui. e non cambiamo. ci lamentiamo ma nn cambiamo. io anche lo sono,. è come quando dici di volerti mettere a dieta per rientrare in un vestito e poi dopo 6 mesi imprechi perchè è peggio di prima… promettiamo tanto ma nn facciamo nulla. l’italia è la contraddizione,se una volta eravamo un sogno adesso siamo zimbello per tutti. e lo sappiamo. chi ha soldi sta bene e va all estero a fare vacanze e chi nn ce li ha rimane a casa(capirai abbiamo fatto pasqua e si è litigato uguale…siamo insopportabili ogni giorno,stress e problemi all origine). in italia i grillini hanno ragione ma occorre cancellare tutto e restituire i soldi a chi nn ne ha più per poter ricominciare dalle basi. il lavoro è quello che è.incoerente e leggendario..e soprattutto sto diventando talemnte umile che non mi riconosco…è come se mi annullassi per non sentire dolori.
    ti aspetto,tvbene pat(di a saul che quando tornate ho un prosciutto buonissimo a casa).

    • Non annullarti, fosse anche per non sentire dolore, non annullarti mai amica mia, che poi per ricostruirti sono cavoli amari.
      Ricordo di una Patrizia che sapeva molto bene quanto valeva. Ad avercela io quella consapevolezza!

  2. Non so come mai siete li, vado un po’ a ritroso nel blog così magari lo scopro, ma ogni posto e’ casa se la sentiamo tale.
    Che bella la mano!!!

    • Siamo qui perché ho seguito il mio compagno che, dopo il fallimento dell’azienda per cui lavorava in Italia, ha trovato lavoro come consulente tecnico in Tunisia. Ho lasciato il mio posto di impiegata per stargli vicino, insieme a nostro figlio Saul di due anni e mezzo.
      Sono anche matrigna di due ragazze avute da Tullio nel suo precedente matrimonio. Insomma, non mi faccio mancare nulla!

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