chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

ESTATE

Tempo d’estate.

Riscoprire di avere una casa che non è più solo un dormitorio, un letto su cui crollare dopo una giornata passata a lavorare altrove.

Girare dentro stanze che per un po’ di giorni saranno il mio spazio vitale.

Non si può uscire, non ci sono soldi.

C’è da rifamiliarizzare con questi muri, con questo davanticasa  pieno di polvere e di noia.

E poi c’è un bambino sconosciuto che mi guarda. E’ mio figlio : ventuno giorni per riconoscerci, per annusarci, per abbracciarci e poi ci lasceremo di nuovo, io al lavoro, lui al nido.

Dalla cucina, un uomo in pantaloncini e infradito mi volta le spalle : sta cucinando per noi, dice che è l’unica cosa che lo fa stare bene, in questi mesi di assenza forzata dal mondo del lavoro, dal mondo dei vivi, di quelli che hanno un motivo per alzarsi la mattina.

I nostri occhi si cercano.Non siamo stanchi.Era ora.Ci stringiamo.

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: