chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

C’ERA UNA VOLTA UN DIO E IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

C’era una volta un Dio, che per potersi rimirare creò un Mondo.

<Quant’è bello,quant’è ben fatto!Per forza, è figlio mio!>.

Poi volle farlo crescere e sviluppare, secondo alcune sue idee.

<Cresce che è una meraviglia!E l’ho fatto crescere io!>.

Dopo poco, il Mondo  cominciò a manifestare una propria volontà.

E il Dio, che iniziava a sentirsi un po’ ferito nell’orgoglio, inventò a se stesso il Libero Arbitrio.

<Appero, quanto sono democratico!Scegli : fa come dico io e vivi, fa come vuoi tu e ti perdi, anzi MI perdi>.

Una mattina il Mondo di svegliò e si guardò allo specchio.

Aveva occhiaie profonde e cicatrici dappertutto, dolore al fegato e un pallore mortale.

Una Voce gli ronzava dentro, che stava seguendo la sua volontà un po’ troppo ultimamente ,e per quello era ridotto così.

Il Mondo sentiva qualcosa esplodergli dentro, ma la Voce lo distraeva.

 

Ancora per poco.

Al Mondo, salì un’ improvvisa voglia di vivere, dirompente come una risata trattenuta troppo a lungo.

La Voce diventava meccanica, sempre più lenta, flebile…spariva.

Dio non era mai esistito.

La Primavera era esplosa.

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