chiaranonmente

quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivi per il mese di “marzo, 2012”

C’ERA UNA VOLTA UN DIO E IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

C’era una volta un Dio, che per potersi rimirare creò un Mondo.

<Quant’è bello,quant’è ben fatto!Per forza, è figlio mio!>.

Poi volle farlo crescere e sviluppare, secondo alcune sue idee.

<Cresce che è una meraviglia!E l’ho fatto crescere io!>.

Dopo poco, il Mondo  cominciò a manifestare una propria volontà.

E il Dio, che iniziava a sentirsi un po’ ferito nell’orgoglio, inventò a se stesso il Libero Arbitrio.

<Appero, quanto sono democratico!Scegli : fa come dico io e vivi, fa come vuoi tu e ti perdi, anzi MI perdi>.

Una mattina il Mondo di svegliò e si guardò allo specchio.

Aveva occhiaie profonde e cicatrici dappertutto, dolore al fegato e un pallore mortale.

Una Voce gli ronzava dentro, che stava seguendo la sua volontà un po’ troppo ultimamente ,e per quello era ridotto così.

Il Mondo sentiva qualcosa esplodergli dentro, ma la Voce lo distraeva.

 

Ancora per poco.

Al Mondo, salì un’ improvvisa voglia di vivere, dirompente come una risata trattenuta troppo a lungo.

La Voce diventava meccanica, sempre più lenta, flebile…spariva.

Dio non era mai esistito.

La Primavera era esplosa.

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INNOCENTI OSSESSIONI

I miei conigliettiiiiiii!!!Dove sono???
Mia sorella Federica, all’epoca decenne, precipitava nella disperazione, ogni qualvolta , mi divertivo, per pura cattiveria, a nasconderle i suoi “preziosi” coniglietti (una famigliola di cinque o sei pupazzetti mini a forma di coniglio).
Oggi, a ventott’anni, mi ha confessato che li custodisce ancora gelosamente.
Guai a chi me li tocca!

Io : appartenente alla categoria degli equilibristi dello scolapiatti, capace di ammassare pentolino su bicchiere, su imbuto, su moka, senza far cadere nulla , pur di non dover asciugare tutto subito,che lo scolaposate lo trasformo in un ammasso irto di lame e rebbi.
Tullio : apre lo sportello e, sbuffando, con aria di disapprovazione, mette a posto ogni singola posata nell’apposito cassetto.
Ma se tra un minuto dobbiamo ritirare tutto fuori che si rimangia?
Tullio : appartenente, alla categoria dei forzati della posata incasellata ai limiti dell’autismo.

Saul e le chichì (tette di mamma): non ne fa più senza : mentre ciuccia da una, con la manina mi fa una visita senologica all’altra.
Tutto a posto mamma?Senti qualche nodulino?
Bastaaa!Rivoglio le mie scomode appendici tutte per me!

Troppo tardi eh?

La mia, innocente ossessione, l’ultima, che io senza almeno un’ossessione non vivo : la pasta madre.
Frequentatrice compulsiva di foodblog newage,frikkettoni,slow, inneggianti all’autoproduzione e quant’altro, mi sono buttata a produrre questo lievito,partendo da una base di sola acqua e farina.
I risultati,per ora pagnotte di pane gommoso e semicrudo, vanno ovviamente testati di volta in volta…
Quanto dovrò aspettare, prima che Tullio, nottetempo, prenda quatto quatto l’odiosa pastella e la faccia “scomparire magicamente” nello scarico del lavandino?

NONNA CONCETTA E IL BALCONE DI MARZO

Nonna Concè, la mamma del mio compagno : una donna intimamente legata alla terra e alle stagioni.
Senza parlare, mi insegna a vivere.

Costruisce semenzai di fortuna ingegnosissimi per i pomodori, sparge la cenere del camino sull’orto, butta il sangue di un coniglio sgozzato sulle ortensie, cuce, sferruzza, trasforma, inventa.
Dire, che “ricicla” è riduttivo.
Al primo sole, è fuori ad “annartare” come direbbe lei, cioè, a fare qualcosa, ad ingegnarsi.
Non vedo discontinuità tra lei e la Natura.
E’ un grembo accogliente e paziente di Vita.
La guardo accettare le difficoltà con la calma, combattere le preoccupazioni col lavoro.
Io che mi accendo per niente, io che vado giù per un nonnulla , la guardo : capelli di un grigio pulito, un sorriso irraggiato di rughe che raccontano : di dolore, le più profonde, di sorrisi fugaci,quelle più lievi.
Mi parlano, senza parole, mi dicono che si può non invecchiare invano, che è la Natura il posto in cui trovare rifugio e ritrovarsi,che gli eventi non vanno contrastati, ma accolti ed affrontati passo passo.

Luna crescente.
Ho piantato sul balcone, dentro una pentola rotta, dei semi di basilico messi da parte l’anno scorso,e poi ancora, in altri vasi, semi di tagete , e di “bella di notte”.
Aspetto di veder spuntare del verde sulla terra nera.

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