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quello che sfugge agli occhi ma merita di lasciare una traccia

Archivi per il mese di “febbraio, 2012”

DI URLA MAI URLATE

Respiravo ma l’aria non entrava, respiravo e dicevo a me stessa di non urlare, la notte che avrei partorito Saul,piegata su quel letto d’ospedale.
Mi aggrappavo alle braccia di Tullio, vomitavo, per sentire meno male, ma no, non avrei urlato.
Vomitavo,non urlavo,non mi dilatavo.
Un bisturi lo avrebbe tirato fuori,Saul : la parola “amore” l’ho detta sottovoce,al suo primo vagito, perchè nessuno potesse sentirla.

La nostra casa è un cuore su un torace aperto, pulsante e indifeso.
Porte aperte, affetti che arrivano, affetti che partono.
Lo sa bene Saul, che vede una delle sue sorellastre a domeniche alternate.
Dicevo, in questo cuore esposto, è difficile trovare un luogo dove l’Amore di due, possa bruciare in pace,senza doversi preoccupare di una maledetta rete che cigola troppo o di “non farsi sentire”.
Altre voci, altri suoni che mi muoiono dentro.

Se fosse stata mia figlia… ma non lo è! E’ la figlia del mio compagno,non posso lasciarmi andare a rimproveri con tanto di urla a scena aperta, come una qualsiasi madre con un qualsiasi figlio!
Devo ponderare, mantenere un certo distacco.
Altre urla mancate.

Pronto? Buongiorno!Mi dica…Coome?Devo rifarle il preventivo (per la trecentoventesima volta) modificando il dettaglio x e il colore y?
Ma certoo!@@@$%####### (rumore di cornetta abbassata delicatamente).
No,non sto urlando. A lavoro carini e cortesi sempre! Carini e cortesi ok?

Ora,se una mattina (verso le otto) , passate da queste parti e incrociate una macchina con al volante una donna spettinata che sembrerebbe cantare a squarciagola ( a volte con qualche lacrima che le riga il viso), sappiate che quella sono io, e del perchè canto urlando in macchina forse intuirete il perchè.

UNA MATTINA

Una donna che corre con un bambino di un anno e quattro mesi, vestito da angelo in braccio.
Non è un film, siamo io e mio figlio Saul stamattina nella solita corsa dalla macchina al nido.
Il tempo di guardarlo un minuto, riccioli biondo cenere, in una mascherina imperfetta ma piena d’amore.
Sulla tunichetta fatta con una federa, ci sono punti incerti messi da me a sera inoltrata,le ali sono frutto dell’amore di sua sorella Dina : un padre in comune, una donna che li ama entrambi, Dina e Saul, di due amori unici, che mi hanno cambiato la vita.
Stamattina , non piange Saul , si mette a correre verso la tv del nido, vuole il dvd con le canzoncine per mettersi a ballare.
Il cuore mi si solleva. Un ultimo sguardo e via di nuovo in macchina per andare a lavoro.
In macchina c’è un altro Amore, quello con la Vita che si è intrecciata alla mia,quello con cui ho bestemmiato stamattina, perché ero nervosa, e Saul non voleva infilare la maschera ed era tardi.
Ci siamo mandati a quel paese, ne abbiamo licenza,quello che sta sotto rimane intatto.
Tullio : a casa da troppo tempo, forza infinita per restare in piedi, sta passando Amore, sta passando.
L’Azienda riaprirà, mai più una casa vuota da abitare di mattina,mai più lacrime e notti di incubi,mai più
pesi da portare sul cuore, in silenzio, per non farci soffrire.

A Patrizia . Sei una che lotta ed è capace di guardarsi dentro. Puoi fare quello che vuoi. Non ti resta che iniziare.
A mia sorella. E’ un dolore profondo, non poter assistere alla tua laurea. Mi piacerebbe che fosse quello che ti ho detto, una breccia sul muro, un punto di partenza per TE.

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